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GrandSlam · Melbourne · AUS
Cemento · Storico 1980–2002 · 22 edizioni nell'archivio
Storia del torneo
Fino al 1986 si gioca a Kooyong, su un'erba australe ormai logora e fuori stagione: per molti big è un torneo da saltare, complice il fuso e le distanze. Nel 1987 l'edizione viene posticipata a gennaio per riposizionarsi nel calendario internazionale, e nel 1988 il torneo trasloca a Flinders Park (oggi Melbourne Park) inaugurando i campi in cemento.
Da quel momento l'Australian Open diventa il vero "primo Slam dell'anno" — palco di consacrazioni (Lendl 1989-90, Edberg 1985-87, Courier 1992-93, Sampras 1994-97, Agassi 1995 e 2000-01-03) e di sorprese (Korda 1998, Johansson 2002). Il Rod Laver Arena, intitolato al campione nel 2000, diventa l'arena coperta più tecnologica del circuito.
È lo Slam dell'estate australiana — caldo soffocante, sessioni serali, australiani di passaggio, sguardo che già guarda alla stagione che inizia.
Eco culturale
Il pianto di Sampras per Tim Gullikson
Australian Open 1995, Semifinale vs Chang
Sampras scoppiò in lacrime durante la semifinale con Chang dopo aver saputo che il suo allenatore Tim Gullikson aveva un tumore al cervello terminale. Vinse comunque la semifinale e poi la finale su Agassi. Questo momento trasformò la sua immagine pubblica — da robot freddo a essere umano vulnerabile. Agassi racconta nell'autobiografia che quella vittoria di Sampras "con le lacrime agli occhi" fu quasi impossibile da guardare.