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Archivio
Dai Grandi Slam ai Masters Series — il circuito ATP 1980-2002
Grandi Slam
Australian Open
Melbourne · Cemento
Il primo Slam dell'anno. Cemento di Melbourne sotto il sole estivo, scenario d'apertura per ogni stagione tennistica dal 1985 in poi (prima Kooyong, dal 1988 Flinders Park, oggi Rod Laver Arena). Negli anni '80 era il torneo trascurato dai big; dal 1989 in poi è diventato palco di consacrazioni — Lendl, Edberg, Courier, Sampras, Agassi.
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Roland Garros
Paris · Terra Rossa
La terra rossa di Parigi. Il torneo più tecnico, più lungo, più filosofico — cinque set, scivolate, costruzione del punto. Dominio assoluto degli specialisti: Wilander, Lendl, Bruguera, Muster, Kuerten. La finale 1989 Chang–Edberg e quella 1999 Agassi–Medvedev sono leggenda. L'unico Slam che Sampras non vinse mai.
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US Open
New York · Cemento
New York. Cemento veloce, riflettori, vento sull'Arthur Ashe Stadium. Il più rumoroso degli Slam, il più americano nello spirito: tie-break al quinto, sessioni serali, pubblico partecipe. La finale 1995 Sampras–Agassi e quella 1991 Connors–Krickstein (semi) restano nell'epica. Vincono tutti, ma sempre con un colpo di teatro.
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Wimbledon
Wimbledon · Erba
L'erba di Church Road. Il torneo più antico, il più imitato e il meno imitabile. Tradizione (bianco rigoroso, no sponsor sui campi), tempo (Slam più lungo del calendario in passato), e tecnica del servizio-volée portata al suo apice da Sampras (7 titoli in 8 anni) e prima ancora da Becker, Edberg, McEnroe.
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